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Esperienza Immaginativa

Esperienza Immaginativa ed Esperienza Estetica di Maurizio Talamoni

Maurizio Talamoni

Psicologo Psicoterapeuta, docente SISPI - Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa
Riflettere sull'immaginario ci porta a considerare un aspetto primordiale e profondo dell'animo umano e ci consente, quindi, un avvicinamento e una comprensione piu' ampia della psiche.
Le immagini sono la piu' personale e arcaica forma del linguaggio umano, appartengono all'area del pre-verbale, e prescindendo dalle differenze di natura estetica, attraverso il loro valore simbolico ed espressivo ci forniscono un piu' ampio orizzonte di comunicativita', di comprensione di se stessi e della realta' che ci circonda.
Il modello terapeutico dell'Esperienza Immaginativa, nato dall'evoluzione teorica e scientifica del Rêve - Eveillè Dirigè di Robert Desoille (1890-1966), si caratterizza per la creazione, nella relazione terapeutica, di uno spazio immaginativo, dove trovano espressione desideri, emozioni, angosce che assumono un carattere di centralita' nel processo di narrativita' e nel dispiegarsi delle associazioni dell'inconscio.
Terapeuta e paziente si trovano cosi' a vivere uno scenario immaginativo, collocati in uno spazio e in un tempo contraddistinti da una significativita' altamente simbolica e di scambio reciproco delle proprie sensazioni.
Dall'Esperienza Immaginativa di una paziente, donna di 60 anni:
S.P. (Stimolo Percettivo) "Immagina un prato":
1 minuto
... lo vedo bello... verde, rasato, senza le erbacce, ... quelle che entrano e che strappo con le mani....
Poi adesso no perche' e' estate, la prima erba di primavera, gli uccellini, adesso e' bello vederlo, stare a guardare, gli alberi, le foglie che stanno sugli alberi...

Immagina di camminare nel prato
... si una volta ci camminavo a piedi nudi nel prato, adesso non ci riesco piu', mi piace immaginare di camminare come un tempo...

Immagina di essere capace
... immagino di sentire dolore alle caviglie, mi fermo, non cammino piu'...

Immagina che qualcuno ti aiuti
... chi per esempio?...
Mio figlio mi aiuta fin troppo... non posso chiedere di piu', altri non riesco proprio immaginare... il prato lo immagino verdissimo e rasatissimo, l'erba alta non mi piace perche' nasconde gli insetti e qualcosa d'altro, qualche lucertola...

Che emozione provi?
... un cuore indurito che non sente emozioni, non so se ci sara' mai qualcosa che lo potra' scalfire...

Immagina di incontrare qualcuno
... mi piacerebbe incontrare le persone che se ne sono andate, mia mamma, mia zia, mio marito, mio papa'...

Cosa gli diresti?
... gli chiederei di aiutarmi a percorrere il resto della vita che ho davanti, che mi dicessero qualcosa, di salutarli tutti un'altra volta...


L'utilizzazione sul piano clinico e psicoterapeutico del modello dell'Esperienza Immaginativa permette di ricontestualizzare la memoria di se' "si una volta camminavo a piedi nudi nel prato, adesso non ci riesco piu', mi piace immaginare di camminare come un tempo"; di riprendere contatto con emozioni "congelate" e "disfunzionali" "un cuore indurito che non sente emozioni, non so se ci sara' qualcosa che lo potra' scalfire" al fine di poterle riadattare attraverso un processo riparativo: "mi piacerebbe incontrare le persone che se ne sono andate ... salutarli tutti un'altra volta".
Il lavoro con l'Immaginario, offre l'occasione di entrare in contatto con la propria creativita', in un setting dove il terapeuta stesso "vive" lo scenario organizzato dal paziente e affidandosi alla spinta della propria intuizione interviene con degli spostamenti: (immagina di camminare nel prato), (immagina di essere capace), (immagina che qualcuno ti aiuti) che hanno funzione di risvegliare nell'immaginario che si sta disvelando nel soggetto, potenzialita' represse e bloccate e di favorire l'emergere dell'intelligenza inconscia nella coscienza.
I termini sensazione e intuizione richiamano a quel processo piu' ampio ed elaborato che li contiene, la percezione.
Nel contatto con l'immagine ad esempio visualizzata, o attraverso un dipinto, una scultura o anche un brano musicale attiviamo la nostra memoria percettiva, i nostri sensi sono chiamati in causa su un piano di transmodalita'.
La raffigurazione di un paesaggio ci puo' ricordare un aspetto vissuto della nostra realta' di vita, un'emozione, un profumo, aspetti legati alla nostra fisicita'. Tutto questo ci introduce in quella condizione preliminare che ci accosta all'esperienza estetica, intesa come comportamento caratterizzato dall'intuitivita', come processo di conoscenza dei valori. Geiger (1880-1937), precisa che l'estetica, come scienza particolare, e' volta allo studio dell'oggetto estetico, ma che tuttavia non esiste soltanto l'estetica come scienza particolare e vi sono importanti problemi riguardanti il mondo estetico nel suo complesso che devono venire affrontati con metodo psicologico.
Percio': se l'estetica e' una scienza orientata verso l'oggetto (estetico), all'estetica si accede passando attraverso la psicologia.
Questo accesso ci conduce a considerare che i valori estetici debbano essere usufruibili all'Io esistenziale attraverso un'esperienza caratterizzata da una mescolanza di godimento e approvazione espressi da un godimento che approva o un'approvazione che gode. Su questo sfondo psico-filosofico ritroviamo la differenziazione tra Gefallen (predilezione, compiacimento, soddisfazione) e Genuß (delizia, piacere, godimento), due vocaboli che esprimono significati simili concettualmente, ma sottintendono due comportamenti diversi, due modi di accostarsi all'esperienza estetica e all'oggetto estetico.
Cosi' come la peculiarita' del processo percettivo nell'Esperienza Immaginativa si puo' anche esplicare attraverso un atteggiamento di resistenza del paziente ad immaginare, con molte pause, silenzi, sequenze immaginative che esprimono immobilita': non riesco..., mi fermo... devo immaginare?, quasi a rappresentare un atteggiamento inconscio di richiesta: "altri (il terapeuta), possono vedere per me", come se l'Esperienza Immaginativa fosse un qualcosa di surrogabile; al contrario, nell'atteggiamento di Gefallen, il soggetto che immagina, vive l'esperienza come vissuta in prima persona, nella consapevolezza che "nessuno puo' vivere come me e per me l'esperienza (estetica) del mio immaginario".
Il pericolo viene rappresentato dalla possibilita' di un atteggiamento puramente intellettuale che non porta alla condivisibilta' ma ad una esclusivita' difensiva. Ancora Geiger affermava che "sul piano estetico siamo tutti solipsisti", non possiamo demandare a nessun altro il nostro assenso. Con Genuß per contro si intende di piu' una reazione emozionale all'opera d'arte, si nota un maggior grado di passivita' del soggetto che tende a lasciare agire su di se' l'oggetto senza prendere posizione: "ogni godimento e' godimento di se' suscitato dall'oggetto", da cio' la minore presa sul valore, diventa un godimento senza approvazione.
Questo atteggiamento rimanda al nodo importante dell'energia trasformativa contenuta nell'immagine all'interno dell'Immaginario stesso, prodotto dal paziente e nel setting terapeutico, energia trasformativa che deve avere una sua realizzazione fondamentale nella realta' oggettiva del soggetto. Senza una applicazione nel quotidiano i cambiamenti risultano inesistenti, l'Esperienza Immaginativa e' usata dal paziente come strumento estetico di godimento, senza approvazione appunto.
L'Esperienza Immaginativa, come sorgente di immagini, permette al paziente e al terapeuta di vivere un atto estetico, dove risulta fondamentale fare esperienza di se' nell'appropriarsi dell'esperienza del senso del mondo, un'esperienza resa accessibile sia dalla stessa attivita' creatrice di entrambi, che dalla esperienza dell'altro e dal consenso nella relazione con le altre persone che ci circondano.
Anche Freud ha descritto diverse volte la fruizione estetica in un contesto che media il godimento dell'altro con il godimento di se'.
Freud sottolinea il bisogno antropologico di un eroe per i sogni diurni e dell'eroe nella letteratura, attraverso un godimento estetico che assolve, nell'economia psichica, a una importante funzione di contatto con il nostro rimosso, ad una "esperienza estetica" di emersione del rimosso, alla riscoperta dei desideri nutriti, delle aspettative avanzate nei giochi di infanzia, nonche' il riconoscimento gioioso o doloroso dell'esperienza dimenticata e dei tempi passati.

Lo vedo bello... verde, rasato, senza le erbacce, ... quelle che entrano e che strappo con le mani.... Poi adesso no perche' e' estate, la prima erba di primavera, gli uccellini, adesso e' bello vederlo, stare a guardare, gli alberi, le foglie che stanno sugli alberi...

Bibliografia


• Alberto Passerini (a cura di): Immaginario: Cura e Creativita' (L'Esperienza Immaginativa dal neurone alla Psicoterapia)
Alpes Edizioni, Roma, 2009
• Andrea Pinotti (a cura di): Estetica ed empatia
Guerini Studio Editore, Milano, 1997
• Daniele Guastini: Prima dell'estetica. Poetica e filosofia nell'antichita'
Editori Laterza, Roma-Bari, 2003
• Elio Franzini, Maddalena Mazzocut-Mis: Estetica. I nomi, i concetti, le correnti
Edizioni Mondadori, Milano, 1996
• Ingrid Riedel: L'anima dell'immagine. Elementi interpretativi nell'arte e nella psicoterapia
Magi Edizioni, Roma, 2004
• Jolande Jacobi: Dal regno delle immagini dell'anima
Magi Edizioni, Roma, 2003
• Matteo Accornero, Maddalena Mazzocut-Mis (a cura di): L'Esperienza Estetica, percorso antologico e critico
Edizioni Mimesis, Milano, 2008